Brexit cosa cambia per gli italiani nel 2018?




Brexit 2018 cosa cambia?

Il 23 giugno 2016 il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea con un referendum popolare. Dopo aver visto che cos’è la Brexit il mondo si concentra sul capire come cambierà l’UE, l’economia dell’Isola oltre la Manica e quali effetti questa decisione popolare avrà sulla politica internazionale.

Oltre la situazione macroeconomica c’è un altro aspetto che pone molte domande: cosa cambierà per gli immigrati europei che vivono nel Regno Unito?

Come cambierà la vita degli italiani che vivono a Londra e nel resto dell’Isola?

Chi vorrà andare nell’Isola della Regina potrà ancora farlo? E ancora: qual è il destino degli inglesi che lavorano nel territorio europeo?

Tutte queste domande hanno una risposta che giornalmente prende forma grazie alle trattative che Regno Unito e Unione Europea stanno portando avanti sulla base dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che regola l’uscita dell’UE da parte dei paesi che ne fanno richiesta, in questo caso il Regno Unito. Vediamo passo dopo passo quali sono i cambiamenti pratici per tutti coloro che vivono nell’isola oltre la Manica, per chi vuole trasferirsi e per tutti gli inglesi che sono da tempo fuori casa.

 

Cosa cambia per gli italiani che già vivono in Gran Bretagna?



Quali cambiamenti ci saranno per gli italiani che lavorano in Gran Bretagna e soprattutto a Londra? Giorno dopo giorno Theresa May, attuale Primo Ministro inglese, porta avanti le trattative per l’uscita dall’Unione Europea.

Sulla base dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona gli accordi si basano su un lasso di tempo che può durare fino a due anni ma le recenti dichiarazioni del Governo Inglese mettono una scadenza: la Brexit entrerà in vigore il 1 marzo 2019.

Dopo il referendum (definito da molti come un “risultato sbalorditivo”) gli attuali leader dell’Unione Europea, sicuramente offesi in parte dall’atteggiamento del popolo della Regina, hanno invitato il Regno Unito a velocizzare l’uscita dall’Europa, un istituzione in cui, effettivamente, non sono mai stati dentro del tutto se si pensa alla moneta unica.

Con il motto di “Brexit significa brexit e sarà un successo” Theresa May porta avanti le trattative con l’Unione Europea per quelli che saranno i nuovi accordi politici e commerciali.

Fino a quando l’uscita non sarà definitiva nel territorio del Regno Unito continueranno a vigere le leggi europee ratificate in passato.

Quindi, per tutti gli italiani che attualmente lavorano a Londra e nel resto dell’isola, al momento non cambia nulla, ovvero tutto resta invariato dal punto di vista dei regolamenti (dato che il fenomeno Brexit ha sicuramente cambiato il modo di vedere il Regno Unito).

In base alle dichiarazioni che sono state fatte durante la campagna elettorale per il referendum (spinta molto sul piano dell’immigrazione europea da parte dei conservatori) sicuramente le condizioni cambieranno, almeno in parte. Si è parlato, infatti, di tagli del welfare e di rendere i cittadini britannici più agevolati sotto diversi punti di vista.

Si attendono gli sviluppi politici per capire al meglio la situazione ma è chiaro che Theresa May saprà fare buon uso della risorsa lavorativa italiana e dell’Europa in generale, dato il forte contributo che essa ha portato allo sviluppo dell’isola.

Difatti è sempre più concreta la possibilità che tutti gli italiani che già vivono nel Regno Unito (specialmente quelli che sono in questo territorio da più di 5 anni) avranno un trattamento diverso e di favore rispetto a quelli che si recheranno nell’Isola di Sua Maestà dopo l’effettiva entrata in vigore della Brexit.

 

Passaporto o carta d’identità per i viaggi?




Come evidenziato in Conseguenze e risultati Brexit 2018, gli accordi tra Regno Unito e Unione Europea hanno come punto centrale l’immigrazione, nonché il suo spostamento dall’Isola di sua Maestà nell’UE e viceversa.

La domanda che viene da porsi allora è: ci vorrà il passaporto per andare nel Regno Unito? È molto probabile che la fine delle trattative metta nuovamente in piedi quella procedura a cui oggi non siamo più abituati nel territorio comunitario, ovvero quella di esibire il passaporto al confine di un paese della Comunità Europea. Infatti dopo l’unificazione dell’Unione Europea i cittadini comunitari hanno cominciato a viaggiare nel Vecchio Continente senza troppi problemi, mostrando semplicemente il documento di riconoscimento del paese di appartenenza, per gli italiani la carta d’identità, rendendo così molto facile lo spostamento da un paese e all’altro. La conclusione degli accordi sulla Brexit riporterà, molto probabilmente, l’utilizzo del passaporto per tutti i turisti comunitari che vorranno visitare Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord.

Se il passaporto sarà nuovamente richiesto come titolo di viaggio, dovranno entrarci in possesso anche tutti gli italiani che lavorano nel Regno Unito, persone che attualmente si avvalgono solo della Carta d’Identità per tutte le faccende burocratiche.

Proprio per questo motivo è ancora più importante oggi come oggi fare l’iscrizione all’AIRE nel Regno Unito, in modo tale da poter richiedere qualsiasi documento senza dover rientrare in Italia, passaporto compreso.

 

Cosa cambia per gli italiani che vorranno andare a lavorare a Londra o in UK?



Cosa cambia per gli italiani che vogliono andare a lavorare nel Regno Unito? Per il momento tutto resta invariato. Infatti fino a quando le trattative per la Brexit non verranno portate a termine, così come stabilito dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona, i trattati europei continueranno a vigere nel Regno Unito. Questo significa che tutti coloro che vorranno andare a lavorare a Londra o trasferirsi nel resto dell’isola lo potranno fare in quanto cittadini comunitari.

Lo stesso Primo Ministro Theresa May ha pubblicamene dichiarato che tutti i cittadini europei che vorranno venire a lavorare nel Regno Unito potranno farlo anche durante le trattative d’uscita, purché il fenomeno Brexit non porti un verticale incremento dell’immigrazione. Difatti in quest’ultimo caso ci sarebbero dei cambiamenti ed una possibile interruzione del flusso migratorio in entrata.

 

Cosa cambia per gli inglesi in Italia e Europa?

Quanti sono gli inglesi che vivono in Europa? La vita molto presto non sarà più la stessa nemmeno per loro, gli inglesi che lavorano fuori dai loro confini nazionali e che sulla base della cittadinanza europea hanno deciso di trasferirsi in un paese comunitario.

Sebbene l’Isola di sua Maestà è un luogo pieno di opportunità (nel quale in molti vanno e in altrettanti aspirano ad andare), il fenomeno Brexit ha evidenziato dati molto meno conosciuti, il grande numero di cittadini britannici che lavorano al di fuori dei confini nazionali, stimato intorno a 1,2 milioni secondo i dati delle Nazioni Unite e riportato da ilSole24Ore nell’articolo Brexit gli europei in UK e gli inglesi in Europa.

Le trattative per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea investiranno anche quest’ultima categoria di lavoratori che saranno soggetti alle regole del paese ospitante, quindi non più come cittadini comunitari, bensì come extracomunitari.

Anche per quest’ultima categoria si aspetta la conclusione delle trattative aperte sulla base dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

La situazione più logica fa pensare che sia gli immigrati europei che quelli britannici continueranno a poter svolgere tranquillamente la loro vita fuori dai confini nazionali, data l’apertura che l’Europa ha avuto negli ultimi anni all’interno del suo territorio, un’apertura che sicuramente la Gran Bretagna non vorrà troncare del tutto, data la sua storia cosmopolita e dati gli accordi politici e commerciali che non possono cessare completamente.

Torneremo ad aggiornarci sul fenomeno Brexit per fornirvi tutte le informazioni necessarie, se sei uno dei tanti lavoratori nel Regno Unito rimani in contatto con noi e facci sapere cosa ne pensi nella sezione commenti, oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato in tempo reale.

Marco Valeri

Mi chiamo Marco Valeri, sono nato a Roma e attualmente vivo a Londra, città che mi ha cambiato la vita.

Divoro libri, amo scrivere e non mi stanco mai di conoscere cose nuove, soprattutto legate alla comunicazione, alla crescita personale e allo sviluppo del web.

Ho fatto praticamente ogni tipo di lavoro per mantenermi e questo mi ha permesso di capire che l’età non è mai un limite per essere ciò che vuoi essere.

“La disciplina è libertà” è quel concetto che provo a mettere in pratica ogni giorno.

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