Iscrizione AIRE 2017 online? Tasse, documenti, vantaggi e svantaggi




Iscrizione AIRE 2017: Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero

Molte persone che vanno a vivere all’estero ne sentono parlare ma non hanno le idee molto chiare a riguardo.

Che cos’è l’AIRE? Si tratta dell’Anagrafe degli Italiana Residenti all’Estero (che prende appunto l’acronimo di A.I.R.E.), istituita con la legge numero 470 del 27 ottobre 1988. Si tratta di un registro contenente i dati degli italiani che risiedono all’estero, sia se si tratta di una dichiarazione spontanea, sia se si tratta di un accertamento d’ufficio. L’iscrizione all’AIRE avviene solitamente quando un cittadino italiano decide di andare a vivere all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi, quindi il registro riporta tutti i dati degli italiani che hanno preso la residenza fuori dai confini nazionali. La tenuta del registro è di competenza dei singoli Comuni italiani che istituiscono un’anagrafe dei cittadini che vivono in Italia (A.P.R. Anagrafe della Popolazione Residente) e di quelli che risiedono all’estero, appunto l’AIRE. Esiste anche un AIRE Nazionale gestita dal Ministero dell’Interno; quest’ultima contiene tutti i dati che i Comuni d’Italia inviano al ministero in questione mediante una procedura informatica che rende il registro centrale sempre aggiornato.

Chi deve iscriversi all’AIRE? Esistono tre categorie di persone che si devono iscrivere:

  • tutti i cittadini italiani che decidono di trasferire la propria residenza da un Comune italiano ad un paese straniero per un periodo superiore ai 12 mesi;
  • i cittadini italiani che nascono fuori dai confini nazionali e per i quali l’atto di nascita viene registrato in Italia;
  • tutte le persone che acquisiscono la cittadinanza italiana all’estero e che continueranno a risiedere in un paese straniero.

L’iscrizione all’AIRE è obbligatoria? Secondo la legge n°470 del 27 ottobre 1988, norma che ha istituito l’Anagrafe dei Cittadini Italiani Residenti all’Estero, l’iscrizione a quest’ultimo registro è obbligatoria. Tuttavia l’obbligatorietà non prevede sanzioni per tutti coloro che non s’iscrivono nei tempi prestabiliti dalla normativa vigente dato che la stessa redige l’iscrizione come un “obbligo e dovere civico”. Insomma se non ci si iscrive all’AIRE secondo le tempistiche di legge non si è soggetti a nessuna sanzione amministrativa.

Chi non deve iscriversi all’AIRE? Non sono tenuti ad effettuare la registrazione le seguenti categorie:

  • tutti i cittadini italiani che intendono recarsi all’estero per un periodo di tempo inferiore ai 12 mesi;
  • coloro che si recheranno in un paese straniero per prestazioni di lavoro stagionale;
  • i dipendenti di ruolo dello Stato Italiano che prestano il loro servizio fuori dai confini nazionali (i quali sulla base della Convenzione di Vienna del 1961 e 1963 sulle relazioni diplomatiche e consolari, sono notificati dalle autorità locali);
  • i militari italiani che svolgono il loro servizio presso le strutture NATO.

Quanto tempo ci vuole? La presentazione della domanda è molto veloce, basta consegnare il modulo compilato presso l’Ufficio Console di residenza.

Con l’iscrizione all’AIRE ci si iscrive anche agli schedari consolari, ovvero i registri in cui sono segnati tutti i dati della popolazione italiana che risiede all’estero.

Entro quando? La domanda va presentata nel più breve tempo possibile e comunque non oltre i 90 giorni dall’espatrio. Tuttavia tutti coloro che oltre il novantesimo giorno non hanno regolarizzato la loro posizione, lo possono fare presentando l’istanza all’Ufficio Consolare di residenza.

Quanto costa? L’iscrizione all’AIRE è completamente gratuita.

L’iscrizione retroattiva non è contemplata dalla legge in quanto la data di decorrenza della residenza estera sarà la stessa di quando si è presentata la domanda. Ad esempio se ci si trasferisce in un paese estero e si presenta la domanda all’AIRE dopo 4 mesi, la data di decorrenza della nuova residenza fiscale sarà dal momento della presentazione della domanda (ovvero dopo i 4 mesi) e non dal momento reale in cui ci si è trasferiti all’estero.

 

Procedura e servizio online




La modalità per l’iscrizione all’AIRE è uguale indipendentemente dal paese in cui ci si trova. Essa va fatta con la presentazione, spontanea, di un apposito modello all’Ufficio Consolare di residenza. Si evidenzia la spontaneità della domanda in quanto sarà il cittadino italiano all’estero a doversi munire dell’apposito modello e consegnarlo all’ufficio competente nel paese in cui si trova.

Una volta che l’Ufficio Consolare competente entra in possesso del documento lo presenterà all’ultimo Comune di residenza dell’interessato per l’aggiornamento dei dati.

Nel caso in cui si tratti di un individuo che acquisisce la cittadinanza (si pensi al diritto di sangue), va sempre presentato il modulo all’Ufficio Consolare competente che lo trasmetterà al Comune di residenza dei genitori. In quest’ultimo caso è richiesto l’atto di nascita e l’attestazione consolare del possesso della cittadinanza.

Una volta che si effettua la registrazione all’AIRE decade la residenza italiana e quindi non si farà più parte della popolazione residente in Italia.

È possibile presentare la domanda in Italia? È possibile presentare anche l’istanza presso il Comune italiano di residenza prima della partenza, dichiarando che si ha intenzione di trasferirsi fuori dai confini nazionali per un periodo di tempo superiore ai 12 mesi. In questo caso il Comune di appartenenza registra la domanda preliminare e il nominativo del soggetto interessato nei registri di cancellazione dell’anagrafe e nell’iscrizione all’AIRE. In questa fattispecie la domanda avrà decorrenza dalla data di presentazione nel Comune italiano di appartenenza. Tuttavia quest’ultima istanza dev’essere completata presso l’Ufficio Console del paese in cui si andrà a vivere, altrimenti decade in quanto non valida.

Esistono dei casi particolari e rari in cui avviene l’iscrizione d’ufficio, ovvero che è lo stesso Ufficio Console di residenza a notificare l’iscrizione all’AIRE mediante un atto amministrativo ad un soggetto che risiede all’estero al quale, pur non avendo presentato l’istanza, viene accertata la permanenza al di fuori dei confini nazionali.

Ci si può iscrivere via posta? La maggior parte degli Uffici Console offrono il servizio d’iscrizione via posta per il quale bisogna compilare il modulo con le indicazioni richieste e spedirlo al corretto indirizzo. Questa procedura varia di paese in paese e quindi è necessario vedere tutti i dettagli presso i siti o le sedi competenti.

Ci si può iscrivere via mail? Non esiste un’iscrizione via mail e questa non dev’essere confusa con l’iscrizione via posta, dato che una domanda redatta e inviata mediante posta elettronica non si ritiene valida.

Ci si può iscrivere online? Ad oggi è ancora in via sperimentale ma c’è la possibilità di fare la richiesta all’AIRE online grazie al Portale dei Servizi Consolari dove si può avanzare la domanda online. La procedura è molto semplice, basta registrarsi al portale, avanzare l’istanza d’iscrizione, allegare i documenti e inviare il tutto.

Cambio di residenza e aggiornamento dati all’AIRE avvengono sempre su un istanza volontaria da parte dell’interessato che deve, sempre entro e non oltre i 90 giorni, comunicare all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero:

  • il trasferimento della propria residenza nel paese estero in cui si vive (ad esempio se si cambia casa);
  • variazioni dello stato civile;
  • definitivo rientro in Italia;
  • perdita della cittadinanza.

L’aggiornamento dei dati presso l’AIRE risulta essere molto importante data la continua comunicazione con l’ultimo Comune italiano in cui si ha avuto la residenza e anche per eventuali documentazioni che devono essere inviate (ad esempio se non viene presentato per tempo il cambio di residenza il soggetto non riceverà al nuovo indirizzo la cartolina elettorale).

Sempre online è disponibile modificare i propri dati (cambio di residenza o stato civile).

La cancellazione dall’AIRE avviene per i seguenti motivi:

  • quando si comunica all’Ufficio Console il definitivo rientro in Italia;
  • quando ci si iscrive all’anagrafe della popolazione residente in Italia (iscrizione che avviene quando si rientra definitivamente dentro i confini nazionali);
  • in caso di decesso;
  • in automatico per irreperibilità del soggetto interessato;
  • perdita della cittadinanza;
  • in automatico trascorsi 100 anni dalla data di nascita (salvo un riscontro);
  • in automatico quando l’indirizzo estero comunicato al momento dell’istanza risulta essere inesistente;
  • in automatico se per due elezioni consecutive il plico elettorale non arriva a destinazione e torna indietro all’Ufficio Console di Residenza.

Per l’approfondimento di tutti questi temi (ed anche di altri che riguardano chi vive fuori dai confini nazionali) il Ministero dell’Interno ha redatto la Guida per gli italiani all’estero del Ministero dell’Interno.

 

Modulo d’iscrizione e documenti




La modulistica per l’iscrizione all’AIRE è reperibile presso l’Ufficio Console di residenza e nella maggior parte dei casi è possibile scaricarlo mediante il sito di riferimento. Quindi bisogna prendere il modulo direttamente dal sito o dall’Ufficio Console nella città straniera in cui ci si trova (ad esempio se siete a Berlino farete riferimento all’AIRE di Berlino, così come se siete a Londra all’Ufficio Console di Londra).

Il Servizio Richiesta Informazioni Farnesina può eventualmente chiarire ogni altro vostro dubbio con una semplice richiesta online.

Quali documenti servono per l’iscrizione all’AIRE? Il soggetto che deve iscriversi all’Anagrafica degli Italiani Residenti all’Estero dev’essere in possesso:

  • modulo AIRE compilato (scaricato online o reperibile presso l’Ufficio Console competente);
  • documento d’identità;
  • prova di residenza (ad esempio il contratto d’affitto, bollette, estratto conto della banca estera ecc. NB= le prove di residenza variano di paese in paese).

Compilazione del modulo: la documentazione AIRE richiede i seguenti dati:

  • nome e cognome;
  • luogo e data di nascita;
  • stato civile;
  • titolo di studio e professione;
  • nome e cognome dei familiari;
  • recapito telefonico e mail;
  • indirizzo estero in cui si risiede o in cui si andrà a risiedere;
  • data di arrivo all’estero;
  • paese, città, comune e indirizzo di residenza di provenienza.

 

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi?




Cosa comporta iscriversi all’AIRE? Quali sono i pro e i contro? La legge numero 470 del 27 ottobre 1988 oltre ad aver istituito l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero disciplina l’obbligatorietà d’iscriversi presso l’AIRE. Tuttavia persiste una sorta di confusione sulla questione che porta diverse persone a non presentare la domanda nei tempi stabiliti per paura di “fare bene” o “fare male”.

È il caso, allora, di capire cosa comporta all’atto pratico iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

Vantaggi:

  • possibilità di esercitare regolarmente il diritto di voto all’estero anche al di fuori dei confini nazionali. Si può votare all’estero direttamente per le elezioni parlamentari, per quelle europee e per i referendum. Tutti i cittadini che risiedono in un paese dell’Unione Europea possono votare anche per le elezioni parlamentari europee italiane che per il paese in cui si trovano. Per le elezioni comunali il soggetto interessato dovrà tornare in patria per esercitare il diritto di voto;
  • residenza dichiarata presso il paese estero in cui effettivamente si vive;
  • rilascio e rinnovo dei documenti presso il paese estero in cui si vive da parte dell’Ufficio Console di residenza, come il rinnovo della carta d’identità, il rilascio del passaporto, documenti di viaggio e anche il rinnovo della patente di guida;
  • tasse e dichiarazioni dei redditi: l’iscrizione all’AIRE consente di non pagare più le imposte all’interno dei confini nazionali. Tuttavia questa questione resta delicata in quanto l’iscrizione all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero non varia il domicilio fiscale. Infatti se si risiede regolarmente all’estero ma si producono dei redditi in Italia (affitto di una casa, attività lavorativa anche saltuaria) si sarà soggetti alle imposte dello Stato italiano. Chiunque avesse questioni su questo argomento può consultare la guida fiscale dell’Agenzia delle Entrate;
  • perdita dell’obbligo scolastico da parte dei cittadini italiani minorenni residenti all’estero, ed iscritti all’AIRE, che possono così seguire un percorso scolastico nel paese in cui si trovano;
  • rimborso IVA per le merci che vengono acquistate in Italia presentando al commerciante italiano un documento valido che certifichi la residenza all’estero e chiedere una dichiarazione di esenzione all’IVA, che verrà successivamente presentato alle autorità doganali a cui si richiederà il rimborso o all’Agenzia dell’Entrate. Essendo quest’ultimo argomento molto articolato si consiglia il dovuto approfondimento come i Rimborsi IVA UE Residenti dell’Agenzia dell’Entrate e simili.

Svantaggi:

  • perdita del diritto di assistenza sanitaria in Italia nonché la mancata copertura delle spese mediche nel paese in cui ci si trova. L’Italia comunque garantisce per i cittadini con status di emigrati le cure gratuite che però comportano dei limiti nella durata (non più di 90 giorni) e nelle prestazioni. Tuttavia in Europa è previsto il TEAM che sarebbe la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, che garantisce assistenza sanitaria a tutti i cittadini comunitari negli Stati membri dell’Unione Europea. Quest’ultima si perde se ci si iscrive all’AIRE di un paese extracomunitario. Sotto questo punto di vista l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea potrebbe portare delle conseguenze per via del fenomeno Brexit: cosa cambia per gli italiani a Londra;
  • perdita del servizio del medico di base in Italia e all’acquisto di medicinali mediante il ticket sanitario.

Nel complesso l’iscrizione all’AIRE, oltre ad essere obbligatoria per legge, sembra presentare solamente aspetti positivi a livello pratico per tutti i cittadini italiani che vivono all’estero.

 

Gli studenti devono iscriversi all’AIRE?




Chi studia all’estero deve iscriversi all’Anagrafe degli Italiani all’Estero? Come elargito in quest’articolo l’iscrizione all’AIRE avviene in base alla legge numero 470 del 27 ottobre 1988. Quest’ultima normativa non recita la necessità di iscriversi all’AIRE se si è un lavoratore o uno studente, ma semplicemente che dev’essere fatto per tutti coloro che decidono di risiedere all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi. Quindi la risposta è che anche gli studenti che soggiorneranno per più di 12 mesi al di fuori dei confini nazionali per motivi di studio sono tenuti a registrarsi all’AIRE.

Marco Valeri

Mi chiamo Marco Valeri, sono nato a Roma e attualmente vivo a Londra, città che mi ha cambiato la vita.

Divoro libri, amo scrivere e non mi stanco mai di conoscere cose nuove, soprattutto legate alla comunicazione, alla crescita personale e allo sviluppo del web.

Ho fatto praticamente ogni tipo di lavoro per mantenermi e questo mi ha permesso di capire che l’età non è mai un limite per essere ciò che vuoi essere.

“La disciplina è libertà” è quel concetto che provo a mettere in pratica ogni giorno.

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