Vivere all’Aia 2017 in Olanda: guida completa





Vivere in Olanda significa scegliere un paese con una qualità della vita molto alta. Sebbene Amsterdam sia presa di mira da molti italiani che decidono di trasferirsi all’estero, esistono altre città con caratteristiche e potenzialità diverse che riescono ad offrire opportunità e un buon livello di vita, come la città dell’Aia, un posto che ha cambiato il destino di molte persone.

Scopriamo perché e come si vive.

 

Vivere a L’Aia nel 2017




Si tratta di una città non troppo piccola e non troppo grande, affascinante, che gioca un ruolo molto importante nel paese: sede del Governo dei Paesi Bassi, della Residenza della Regina d’Olanda, nonché sede delle principali ambasciate del paese e degli uffici diplomatici in generali.

Vivere all’Aia, conosciuta in Italia anche come Aja, significa scegliere la terza città più grande del paese, non è caotica come Amsterdam, ci vivono circa 500 mila abitanti e offre buone opportunità di lavoro (e non solo) che possono cambiare la vita di tutti quegli italiani che scelgono di lavorare fuori dai confini nazionali. Chi ci vive lo può confermare: si tratta di una città in continua espansione.

Vediamo quelle che sono le principali questioni da trattare per tutti coloro che stanno programmando un progetto di vita all’estero: costo della vita, dove abitare, lavoro, studi e il quadro generale.

 

Quanto costa vivere all’Aia?




La vita nei Paesi Bassi è cara, soprattutto rispetto agli standard italiani. Affitti e costo della case non sono bassi, soprattutto quando si è agli inizi e si dovrà contare sul proprio budget.

Tuttavia questa città, rispetto alle altre e soprattutto in confronto con Amsterdam, presenta degli appartamenti che sono accessibili. Sfogliando tra i diversi annunci delle agenzie immobiliari a L’Aia, possiamo trovare le seguenti stime:

  • un monolocale si trova tra euro 400/1000;
  • un appartamento dagli euro 1000 a salire.

Diciamo che una volta trovato un lavoro all’Aia si guadagnerà sulla base degli stipendi olandesi e quindi, nonostante i prezzi degli immobili, si riuscirà a far quadrare i conti. In linea di massima, se pensate di rimanere a vivere stabili in questo paese non è da escludere che nel giro di qualche anno potrete accendere un mutuo per comprare casa.

Consumi e spesa alimentare sono di poco più alti rispetto l’Italia ma anch’essi equiparati agli stipendi del luogo.

Un costo fisso da sostenere per vivere all’Aia è quello dell’assistenza medica. In questo paese l’assistenza sanitaria è privata ma regolamentata dallo Stato. In pratica le leggi vigenti impongono alle assicurazioni private di non poter rifiutare un contratto base di assicurazione a tutte le persone che risiedono nel territorio. Questi pacchetti base sono molto completi dato che includono ricoveri e spese mediche generali come visite di controllo, visite odontoiatriche, visite presso nutrizionisti e molto altro ancora.

In genere la spesa medica varia tra le euro 100/150. Tuttavia in base a quello che guadagnate vi può essere chiesta una percentuale più alta.

Normalmente con uno stipendio medio l’importo da pagare non supera le 130 euro al mese.

Se avete patologie particolari potete andare incontro a spese maggiori.

Per approfondire questo argomento e tutti i tipi di documenti che sono necessari per vivere in questo paese è possibile leggere cosa serve per trasferirsi in Olanda.

Nel complesso non voglio che questo paragrafo scoraggi le persone che stanno pensando di andare a vivere in questo paese per un motivo che a mio avviso è molto valido: sebbene la vita all’Aia sia più cara rispetto a quella italiana, gli stipendi sono comunque adeguati al costo della vita.

Quindi valutate bene questo fattore prima di sentirvi scoraggiati dai prezzi che potete trovare su internet.

In media gli stipendi base sono intorno agli euro 1500 al mese, nel complesso molto più alti di quelli italiani anche se poi variano di mansione in mansione, nonché da azienda ad azienda.

Tra l’altro se partite da un netto mensile di euro 1500 non dovete escludere il fatto che stiamo parlando di un paese meritocratico, dove se vi impegnate, con il passare del tempo la vostra posizione lavorativa migliorerà così come il vostro salario.

 

Dove vivere all’Aja




La prima cosa che noterete in questa città è la differenza con la nostra architettura. Girando per le strade troverete le classiche casette a schiera olandesi, messe una affianco all’altra. Anche qui non mancano i moderni grattacieli, anche se per la maggior parte dei casi sono pensati per gli uffici: i cittadini olandesi continuano a preferire le casette a schiera, nonché i villini unifamiliari o bifamiliari con tanto di giardino. Un modo di costruire le case molto usato in diversi paesi del Nord Europa.

Fatta questa premessa vi direi che la prima cosa da fare è scegliere se vivere in un normale appartamento o in un villino su due piani con o senza giardino. Tuttavia non mi sento di fare ciò dato che il mercato immobiliare olandese è abbastanza saturo nella città dell’Aia.

Tra prezzi elevati e mancanza di appartamenti sfitti non è sempre facile trovare una casa.

Come trovare casa? Data questa premessa se non volete cercare casa da soli potete affidarvi ad un’agenzia immobiliare con la consapevolezza che vi ritroverete a pagare la loro parcella una volta ottenute le chiavi in mano.

Un altro modo valido è quello di cercare negli annunci dei giornali gratis o di quelli a pagamento. Solitamente entrambi hanno una sezione dedicata a questo mercato. Sebbene siano scritti in olandese, se avete problemi con la lingua, chiamate il numero di telefono che trovate in fondo all’annuncio e non preoccupatevi, in Olanda parlano tutti inglese.

Zone in cui vivere a L’Aia: la città presenta diversi quartieri che si distinguono tra loro. L’ideale, indipendentemente dal paese, è quello di vivere vicino al proprio posto di lavoro. Vediamo comunque i principali quartieri.

Il centro storico si aggiudica i prezzi più alti della città ma viene tuttavia scelto da diverse persone che vanno a vivere in questa città per la sua vicinanza con i servizi principali. Tanti negozi, locali e appartamenti rendono viva la vita nel centro cittadino.

Vicino ad esso ci sono altri quartieri ben collegati e ricchi di vita che dispongono di prezzi degli immobili più bassi, quali: Statenkwartier, Bezuidenhout e Benoordenhout, Zeeheldenkwartier, Belgische Park Duttendel, Scheveningen, Wassenaar.

Leggendo i nomi di queste zone potete immaginare come sia importante una conoscenza, anche basilare, della lingua olandese all’inizio.

Il quartiere di Archipelbuurt confina con il centro storico ed è molto conosciuto in città dato che ospita le principali sedi diplomatiche. È considerata una delle zone più lussuose ed in linea di massima non è facile trovare un appartamento abbordabile. Quest’ultimo quartiere confina con il mare assieme Statenkwartier.

Il porto cittadino è ospitato invece dal quartiere di Scheveningen il quale è anche la località di mare per eccellenza dell’Aia. Se siete alla ricerca di lavoro nel settore turistico e della ristorazione portate i vostri curriculum in questa zona, soprattutto nel periodo estivo.

Queste sono le principali zone dove olandesi e cittadini europei preferiscono vivere.

Si tratta dei quartieri in cui la vita cittadina è maggiormente concentrata, luoghi molto vicini al centro, ricchi di scuole, parchi ben curati, zone ricreative, locali, ristoranti e tutto quello che vi farà avere la sensazione di vivere in una bella e moderna città.

Se i prezzi di questi quartieri non vi soddisfano ci sono delle alternative periferiche che vale la pena di prendere in considerazione. Provate a farvi un giro a Voorschoten o a Rijswijk e vedrete che le cose cambiano.

Un altro quartiere periferico da considerare è quello di Ypenburg, ricco di nuove case e servizi funzionali.

Leidschendam e Voorburg sono altre due zone appena fuori la città, due piccoli paesi ben collegati con L’Aia che godono di ottime case e servizi.

Un po’ come gli inglesi a Londra, anche molti olandesi dell’Aia hanno deciso di trasferirsi appena fuori città dove ci sono grandi case immerse in mezzo al verde che comunque sono collegate bene con la città. Se pensate che questa alternativa vi possa interessare potete fare un giro nelle zone limitrofe dall’Aia, con particolare attenzione a Wassenaar.

La descrizione di ogni zona può farvi fare un’idea dei diversi quartieri. Tuttavia la cosa migliore è quella di fare diversi sopralluoghi per trovare la casa ideale e valutare la sua distanza dal vostro posto di lavoro, dalla vostra università o dalle scuole dei vostri figli.

 

Lavorare all’Aia




Nonostante la crisi economica europea, le opportunità di lavoro non mancano nei Paesi Bassi, così come non mancano nella città diplomatica dell’Aia.

Requisiti per lavorare all’Aia: il principale requisito per lavorare in questa città è la conoscenza della lingua inglese. Non mi riferiscono ad un livello scolastico ma a una buona preparazione evidenziando che l’inglese non è la lingua principale ma solo il vostro punto di partenza per questa esperienza di oltre confine.

In Olanda si parla l’olandese ma il grande livello di multiculturalismo che si respira in questo paese ha fatto in modo che praticamente tutti parlano in inglese, olandesi per primi.

In molti ambiti lavorativi, soprattutto diplomatici e qualificati, si parla solo in lingua inglese.

Tuttavia, evidenzio che quest’ultima lingua sarà il vostro punto di partenza dato che se volete vivere ed integrarvi bene in questa città sarà importante studiare ed imparare anche l’olandese.

Un buon livello d’inglese è un ottimo punto di partenza ma dev’essere accompagnato dell’apprendimento (anche sul posto) della lingua locale.

L’aspetto della lingua è il requisito fondamentale per cominciare a lavorare in questa città come del resto in tutto il paese.

Vediamo ora il lavoro qualificato e quello generico.

Lavoro qualificato all’Aia: essendo la sede principale delle ambasciate e degli uffici diplomatici del paese è possibile trovare diversi sbocchi lavorativi in questi uffici, i quali mettono a disposizione diverse offerte di lavoro che variano di mansione in mansione.

La maggior parte degli stranieri (se ne contano circa 26 mila) in questa città occupa una posizione all’interno degli enti diplomatici.

Oltre alle strutture diplomatiche, L’Aia ospita nel suo territorio anche la Corte Internazionale di Giustizia, l’Europool e la Corte Penale Internazionale.

Un requisito molto importante per accedere a questi uffici è quello della conoscenza di due o più lingue: impossibile pensare di intraprendere un simile percorso lavorativo senza una perfetta conoscenza dell’inglese.

Ad esempio se avete svolto mansioni di lavoro in ufficio, parlate bene l’inglese e l’italiano (essendo la vostra lingua madre) e cominciate ad avere una conoscenza base dell’olandese potreste essere scelti in uno dei tanti edifici diplomatici della città. Solitamente questi posti prevedono buone retribuzioni e aspetti contrattuali.

Sempre rimanendo in ambito di lavoro qualificato non è da sottovalutare che L’Aia è anche la sede di importanti multinazionali, strutture sempre alla ricerca di personale.

Turismo e ristorazione sono altri due aspetti che non mancano in questo territorio e che possono portarvi ad entrare in hotel, bar e ristoranti che cercano professionisti del settore: manager, bartender, chef, esperti camerieri di sala, receptionist e così via. L’importanza di un buon livello di inglese e una conoscenza quantomeno base dell’olandese (che dovrà essere successivamente migliorata nel posto) è importante anche in questo settore.

È possibile cercare un lavoro qualificato direttamente dall’Italia, prima di trasferirsi, inviando direttamente le candidature agli uffici in cui si aspira ad entrare. Nel caso di un colloquio con un paio d’ore d’aereo sarete sul posto e una volta ottenuto quest’ultimo potrete pianificare il vostro definitivo trasferimento.

Tuttavia è anche possibile arrivare direttamente nella città con un budget e mettersi alla ricerca di un lavoro. Sebbene la scelta potrebbe essere più rischiosa della prima, con un forte impegno (ovvero inviato candidature a tutti i possibili posti che vi interessano) potreste riuscire a trovare un buon posto di lavoro abbastanza velocemente. Non dimenticate le vostre competenze: la lingua, le precedenti mansioni lavorative e il vostro titolo di studio, fattori che saranno presi fortemente in considerazione da chi scruterà il vostro curriculum.

Le opportunità di lavoro dell’Ambasciata Italiana in Olanda potranno tornarvi molto utili dato che si tratta del raggruppamento di annunci di lavoro di tutti i principali uffici diplomatici sul territorio olandese.

Differentemente da questi due aspetti, molti italiani scelgono una via diversa: arrivano a L’Aia con qualche risparmio e si accontentano del primo lavoro per poi puntare a migliorare la loro posizione sul luogo fino ad entrare in qualche ufficio o settore qualificato. Vediamo allora come orientarsi per il lavoro generico.

Lavoro generico all’Aia: non ci sono tutte le opportunità che ci sono ad Amsterdam per chi è alla ricerca di un primo impiego, ma anche questa città non sembra deludere le aspettative degli stranieri, soprattutto per chi viene da un paese come l’Italia dove sfortunatamente il tasso di disoccupazione è molto alto.

In questo caso è bene puntare alla ristorazione, il turismo, servizi di pulizia, di consegne e manovalanza generale. Qualcuno che vi darà una prima possibilità lo troverete, l’importante è, anche per questo settore, la conoscenza della lingua inglese che dev’essere integrata quanto prima con quella dell’olandese.

Un primo impiego generico può essere solo la vostra partenza dato che con l’impegno potete seguire una carriera lavorativa. Gli olandesi, così come il Nord Europa in generale, applicano la meritocrazie al mondo del lavoro.

A differenza di altri tipi di lavoro qualificato, in questo campo la cosa migliore è quella di arrivare in città, trovare una prima sistemazione e mettersi alla ricerca di un lavoro.

L’ufficio di collocamento olandese può aiutarvi ad avere ulteriori informazioni, nonché a visualizzare i diversi annunci di lavoro che sono presenti nel loro portale.

Studiare all’Aia: i paesi bassi hanno un buon sistema universitario e molti corsi sono accessibili mediante la lingua inglese, soprattutto per gli studenti internazionali.

Un istituto che può darvi grandi sbocchi professionali è presente in questa città e prende nome di Università L’Aia.

Per accedere ad uno dei diversi corsi di laurea messi a disposizione da questa università bisogna come prima cosa passare il corso d’inglese per dimostrare di avere una conoscenza accademica della lingua.

 

Vivere a L’Aia: punto della situazione

Eccoci alla fine di questa guida che mi auguro vi abbia schiarito le idee sulla vita in questa bella città dei Paesi Bassi.

Il consiglio che mi sento sempre di dare a tutti coloro che stanno pensando di trasferirsi all’estero è di fare qualche sopralluogo nella città in cui vogliono andare.

L’aeroporto di Rotterdam-L’Aia è raggiunto da tantissimi compagnie aeree e dista a circa 20 km dalla città. Con una spesa non troppo elevata potete prendervi qualche giorno per visitare la città e conoscere anche gli italiani che prima di voi si sono trasferiti in questo territorio, la maggior parte dei quali ha trovato la sua strada e ormai torna in Italia solo per le vacanze.

Da non sottovalutare anche l’aeroporto di Amsterdam Schiphol per arrivare all’Aia, quest’ultimo dista circa a 40 km dalla città e in Olanda troverete treni e mezzi di trasporto all’avanguardia.

Secondo la OECD Better Life, vivere nella città dell’Aia significa entrare a contatto con una società che conta un bassissimo tasso di disoccupazione e un alto tasso di qualità della vita. L’Aia ha, ad esempio, un basso tasso di criminalità ed è tra le città meno inquinate al mondo.

La vicinanza con l’Italia, inoltre, vi permetterà in qualsiasi momento di tornare con circa due ore di volo. Inoltre questa città ha una posizione geografica che sinceramente mi affascina: 20 minuti in treno da Rotterdam, 40 da Amsterdam, vicino alla Gran Bretagna (le due sono divise dal Mar del Nord che le bagna entrambe) e non troppo distante dalla Germania e dal Belgio.

Essendo un fautore del servizio sanitario pubblico posso dire che l’aspetto dell’assicurazione sanitaria privata è l’unico che mi lascia spiazzato di questa città e dei Paesi Bassi in generale, anche se l’efficienza delle strutture ospedaliere nei Paesi Bassi sono molto alte.

Nel complesso sono stato in Olanda e posso garantirvi che si tratta di uno dei paesi europei più innovativi e all’avanguardia, che offre molte opportunità, dove gli stranieri riescono bene ad integrarsi con il giusto impegno (soprattutto per quanto riguarda la conoscenza dell’inglese e dell’olandese), che investe molto nelle energie rinnovabili e che oggi come oggi ha dato una possibilità lavorativa a molti connazionali che si sono stabiliti fissi in questa città.

Vivere oggi in Olanda può aprire molte strade ma sicuramente dovrete faticare per ottenerle: imparare bene l’inglese, l’olandese, lavorare lontano da casa, in un clima rigido come quello del Nord Europa, in una città che non è la vostra, dove all’inizio non conoscerete nessuno o dove è possibile sentirsi soli prima di trovare dei nuovi amici.

Molti paesi esteri offrono grandi opportunità ma richiedono dei grandi sforzi, soprattutto all’inizio.

Vivo a Londra da diversi anni, mi sono preso le mie soddisfazioni ma vi posso garantire che ho dovuto lavorare duramente per arrivarci.

Se volete potete condividere la vostra esperienza nei commenti, sicuramente sarà preziosa e d’aiuto per molti lettori che come voi stanno valutando se oltrepassare il confine lavorativamente parlando o meno.

Non mi resta che augurarvi buon viaggio.

Marco Valeri

Mi chiamo Marco Valeri, sono nato a Roma e attualmente vivo a Londra, città che mi ha cambiato la vita.

Divoro libri, amo scrivere e non mi stanco mai di conoscere cose nuove, soprattutto legate alla comunicazione, alla crescita personale e allo sviluppo del web.

Ho fatto praticamente ogni tipo di lavoro per mantenermi e questo mi ha permesso di capire che l’età non è mai un limite per essere ciò che vuoi essere.

“La disciplina è libertà” è quel concetto che provo a mettere in pratica ogni giorno.

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